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La quercia come simbolo della famiglia

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martedì 12 marzo 2013

Dermatite atopica e massaggio del bambino

La dermatite atopica e l'eczema sono delle malattie cutanee infantili (riscontrabili anche in alcuni adulti) dovute a molte cause tra cui l'inquinamento, l'umidità, l'alimentazione (nel periodo dell'allattamento anche quella della mamma), la psicosomatica.

L'organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che circa un terzo delle malattie cutanee infantili (dermatite atopica, eczema) possa essere attribuite ad un ambiente malsano ed inquinato. Negli ultimi anni la dermatite atopica è infatti triplicata nelle aree più industrializzate.

Nel web da stamattina c'è il boom di articoli sulla dermatite atopica, basta inserire la parola nella ricerca di google per poterli leggere. Anche gli articoli che contengono consigli pratici su come affrontare la malattia cutanea sono molti e riguardano l'attenzione da riservare al cibo che deve essere pieno di fibre, usare creme emollienti contro la secchezza della pelle, fare attenzione a non portare il bambino in luoghi molto umidi o inquinati (qualora possibile), e via dicendo.

mercoledì 3 ottobre 2012

Le mamme italiane e l'allattamento al seno

Da un'ultima ricerca si legge che il 99,6% delle mamme danesi allatta al seno, fino ad almeno il sesto mese di vita del bambino e oltre. Di contro, solo il 50% delle mamme italiane allatta il bambino fino al terzo mese di vita del bambino, fino a scendere al 10% dopo il sesto mese.
Inizialmente mi ha un po' sorpreso questo dato, pensando alle parole sempre sentite che le mamme italiane sono più protettive, che tendono a separarsi con più difficoltà dal loro figlio... e via dicendo.
Poi ho pensato a tutte le neo-mamme conosciute ed effettivamente molte di queste hanno deciso di non allattare, o di iniziare subito un allattamento misto per poi procedere alla fase dello svezzamento intorno al terzo mese del bambino.
Le motivazioni fanno riflettere molto. Alcune seguono i consigli del pediatra, che spesso però va dietro a mode del momento (molti anni fa i pediatri consigliavano di svezzare dal settimo mese in poi, successivamente si è tornati intorno al sesto mese, oggi di nuovo al terzo....).
Altre mamme non allattano per paura che il loro latte sia povero di elementi importanti per la crescita (ma non fanno nessun esame per appurarlo), o per paura che poi il seno possa "cascare" più velocemente del dovuto, o perché pensano che non hanno il capezzolo della forma adeguata all'allattamento, o che il bambino non si vuole attaccare, o perché devono tornare presto al lavoro....
Le motivazioni sono davvero tante, ma spesso ci si dimentica quanto il latte materno sia importante per il neonato. Nessun latte in polvere potrà mai eguagliare le sue caratteristiche così importanti per la salute del futuro ometto o della futura donnina. Tutte le mamme sono in grado di allattare, qualsiasi sia la forma del proprio capezzolo, e, magari, se non ci sono impedimenti seri, con un po' di calma, tranquillità, aiutate dal compagno dovrebbero trovare dentro loro stesse la forza di trovare uno spazio mentale, emotivo, fisico e temporale per allattare, per avvolgersi in quell'atmosfera magica, lenta, apparentemente immobile, che solo la coppia madre-figlio sa creare.

domenica 30 novembre 2008

Pubblicità che ingrassa i bambini

Alcuni tipi di pubblicità fanno in modo di attirare l'attenzione dei bambini verso alcuni cibi appetitosi: merendine, cioccolate, patatine, panini farciti...

In generale, lapubblicità è fatta in modo tale di convincere i consumatori a comprare e usufruire proprio di quel prodotto: far questo con i bambini è estremamente semplice. Tramite la pubblicità la vita del bambino è completmante condizionata: o mangia proprio quella merendina lì o spesso i genitori sono vittime di scenate e bizze mai viste.

Purtroppo, sembra che questo meccanismo concorre a far diventare obesi i bambini che già in tenera età soffrono di problemi cardiovascolari, diabete e tumori, derivata da una dieta sbagliata.

Occorre quindi stare più attenti ed essere un po' più fermi nell'opporsi alla pubblicità con dei sani "no" educativi. Inoltre, Altroconsumo viene in aiuto proponendo una petizione da firmare online contro le pubblicità che ingrassano.

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