Informazioni sul mondo di neonati e bambini

La quercia come simbolo della famiglia

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mercoledì 29 luglio 2009

Bolle di sapone: fate attenzione!


BARI, 29 LUG - Sequestrata a Taranto una partita di 60.000 bolle di sapone made in Cina, destinate ai giochi dei bambini e risultate contaminate.I carabinieri del Nas vi hanno riscontrato numerosi agenti patogeni. La soluzione acquosa utilizzata nel giocattolo e' risultata contaminata da batteri Aeromonas e Pasteurella multocida, altamente contagioso. Entrambi i batteri sono indicatori di forte inquinamento e potenzialmente responsabili di gravi malattie. (Fonte)

domenica 1 marzo 2009

Quando gli interessi economici superano l'insuperabile: la salute dei bambini



Latte in polvere contaminato:condannate Nestlè e Tetrapack

ROMA (1° marzo) - Inchiostri nella fabbricazione di imballaggi, nelle confezioni in TetraPak a stampa off-set di latte per bambini: prima sentenza di condanna in Italia per la multinazionale del latte Nestlè e delle multinazionali di confezionamento TetraPack.

Il caso.
La sentenza ha riguardato il noto caso del latte prodotto dalla Nestlè Italiana S.p.a. in TetraPack, Nidina1 e Nidina 2 e successivamente Mio sequestrato il 22 novembre 2005, dal Corpo Forestale dello Stato, in esecuzione dell'ordinanza della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno, in circa 30 milioni di litri di latte per bambini della Nestlè: «Mio», «Mio Cereali», «Nidina 2», con scadenza settembre 2006, «Nidina 1», quest'ultimo con scadenza maggio 2006, venduti nei supermercati, negozi e farmacie. Il sequestro precauzionale era stato disposto a seguito dei risultati delle analisi effettuate dall'Arpa - Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Regione Marche, successivamente ad un primo sequestro di due milioni di litri di latte, riguardante solamente la qualità «Mio» e «Nidina 2», avvenuto il 9 novembre 2006.

La sentenza.
Il giudice di pace di Giarre (Catania) ha stabilito che «la commercializzazione del “prodotto inquinato” comporta una responsabilità di natura contrattuale ed extracontrattuale in quanto si profila non solo una ipotesi di inadempimento contrattuale ma anche una ipotesi di responsabilità per il danno alla salute che la commercializzazione comporta».
Ed ancora, continua il giudice: «Nello specifico gli attori hanno fornito prova idonea che a seguito dell'acquisto del latte Nestlè e della somministrazione dello stesso alle proprie figlie, subirono un danno di natura psicologica determinato dal turbamento e dalla preoccupazione che la prole possa essere contaminata a causa della sostanza “inquinante”.
Nello specifico il giudice ha condannato la Nestlè Italiana sp.a., la Tetra Pack International S.A. e la Tetra Pack Hispania S.A., in solido tra loro, al pagamento a favore dei genitori delle piccole che avevano utilizzato il prodotto alimentare adulterato sia del danno patrimoniale che del danno non patrimoniale nonchè al pagamento delle spese legali. Soddisfatto il Codacons.
«La vittoria del Codacons in Sicilia contro la Nestlè e le TetraPack- spiega il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi- essendo la prima in Italia servirà a fare giurisprudenza in una controversia che appariva ai più persa in partenza proprio per la notevole differenza di forze in campo».

(Fonte)

domenica 8 febbraio 2009

Tuo figlio è sicuro in macchina?

I bambini dai 0 ai 14 anni che si feriscono a causa di incidente stradale sono circa 11000 all'anno. Di questi circa 130-150 muoiono in seguito all'incidente.

Le statistiche mostrano che nella maggior parte dei casi i bambini deceduti in seguito a incidenti non erano assicurati con gli appositi sistemi di ritenuta. Questo significa che erano in braccio ai genitori, oppure dietro, ma in piedi fra i sedili anteriori invece che seduti e legati con la cintura di sicurezza.

Perché succede questo? Perché i genitori non fanno in modo che i bambini stiano seduti in macchina secondo le norme di sicurezza?

Le risposte sono molteplici.
Tra queste si può sicuramente ricordare la superficialità con cui spesso gli esseri umani reagiscono, quella che fa dire "a me non succederà", "guido talemente bene che è inutile che ti metti la cintura", o semplicimente non ci si pensa, al peggio.
Peccato che spesso gli incidenti non dipendono dal guidatore, che a volte ci si può distratte anche se si è un pilota da formula1, e che la frase "a me non succederà" non è basata su niente di concreto, ma deriva da pensieri ed emozioni che non si basano sul reale.
E, l'incidente è in agguato.

Un altro motivo, riguarda alcuni neogenitori, specialmente le mamme, che nei primissimi anni di vita del bambino pensano che tenerlo stretto a se stesse sia la migliore delle protezioni da dare, e in virtù di questo pensiero, sentirlo piangere perché messo nel freddo seggiolino diventa insoportabile. In un certo modo queste mamme non hanno torto. Esse, nei primi anni di vita del neonato, hanno particolarmente attiva una memoria antica, istintuale, quella secondo cui anche gli scimpanzè si tengono i figli aggrappati al pelo, al proprio corpo, addirittura anche quando combattono, perché l'istinto gli dice che devono fare così per proteggerlo.
Purtroppo però, non viamo più in un "bosco" e le macchine, prodotto del "progresso" hanno il ruolo di plasmare il cervello, di farci dimenticare chi eravano e quanto siamo uniti alla natura e, così, le mamme devono combattere contro il naturale istinto che fa pernsare che il proprio corpo sia la migliore protezione per i figli.
Perché andare contro l'istinto? Perché l'incidente è in agguato.

Il seguente video che riporta cosa succede con un impatto a 50 km/h, dove nè la mamma nè il bambino sono legati con la cintura.



In seguente video, invece, fa vedere cosa succede ad una mamma, con la cintura di sicurezza, e al bambino che ha in braccio. (nel video le braccia della mamma non reggono il bambino, ma non pensate che sia perché è un fantoccio e non ha l'uso delle braccia, succede anche se si pensa di poter tenere saldo a sè il bimbo).



Quando i bambini possono stare sul seggiolino, vale la pena combattere il proprio istinto, sopportare il pianto e magari fare in modo che non si slacci dalle cinture se riesce in tale impresa.
Quando i bambini sono più grandi, devono star seduti nei sedili posteriori con le cinture. spesso invece sono in piedi, tra i sedili anteriori: posizione pericolosissima in caso di incidente. Non fateli stare così! Ne va della loro vita.

I genitori che mettono il proprio bambino nel seggiolino sono più numerosi rispetto al passato. Facciamo in modo che diventino ancora più numerosi.


domenica 30 novembre 2008

Pubblicità che ingrassa i bambini

Alcuni tipi di pubblicità fanno in modo di attirare l'attenzione dei bambini verso alcuni cibi appetitosi: merendine, cioccolate, patatine, panini farciti...

In generale, lapubblicità è fatta in modo tale di convincere i consumatori a comprare e usufruire proprio di quel prodotto: far questo con i bambini è estremamente semplice. Tramite la pubblicità la vita del bambino è completmante condizionata: o mangia proprio quella merendina lì o spesso i genitori sono vittime di scenate e bizze mai viste.

Purtroppo, sembra che questo meccanismo concorre a far diventare obesi i bambini che già in tenera età soffrono di problemi cardiovascolari, diabete e tumori, derivata da una dieta sbagliata.

Occorre quindi stare più attenti ed essere un po' più fermi nell'opporsi alla pubblicità con dei sani "no" educativi. Inoltre, Altroconsumo viene in aiuto proponendo una petizione da firmare online contro le pubblicità che ingrassano.

martedì 30 settembre 2008

Faccio fare a mia figlia il vaccino contro il PapillomaVirus?



Non è semplice per un genitore scegliere di far fare il vaccino contro il Papillomavirus (HPV) alla propria figlia.
Decisione ardua, su cui vale la pena soffermarsi un bel po'.

Il Papillomavirus o HPV sono dei virus che infettano causando della malattie della pelle e delle mucose. Un esempio possono essere le verruche cutanee.
Purtroppo, alcuni tipi di HPV possono causare tumori benigni, come il condiloma (tipi di verruche che colpiscono le zone genitali sia maschili che femminili), o anche maligni, come il cancro del collo dell'utero e del pene.

La trasmissione avviene per via sessuale, e il profilattico non protegge. E' stato dimostrato che il rischio di contrarre il virus HPV aumenta esponenzialmente con l'aumento dei partner sessuali. Tali ricerche sono, inoltre, avvalorate dal fatto che il papillomavirus è stato trovato in gran numero tra membri di popolazioni promiscue e in precario stato di igiene. (notizie prese da Wikipedia)

(Vorrei fare qui una considderazione allontanandomi un pochino dallo scopo del post. Vorrei sottolineare, e me ne domando il motivo, il fatto che vengono riportate dai vari articoli su internet solo statistiche riguardo al papillomavirus contrato dal genere femminile. Eppure, è una malattia che contrae anche l'uomo? Come mai non vengono riportate le stime e le statistiche anche del genere maschile?)

Visto che una sana educazione alla sessualità pare impossibile (scusate il tono polemico), ecco arrivare un vaccino che risolve tutti i problemi: il Gardasil.
Tale vaccino dovrebbe prevenire l'infezione da HPV e quindi la formazione di neoplasie tumorali nel collo dell'utero. Gardasil il vaccino può essere iniettato nelle bambine a partire dai 9 anni di età fino a ragazze di 26 annni.

Ma, come funziona un vaccino? Un vaccino, non solo questo ma tutti i vaccini, contiene al suo interno il virus dal quale dovrebbe difendere. Mi spiego meglio, il vaccino del morbillo contiene il virus del morbillo; non proprio il virus "potente" ma una sua copia più "innocua" (dicono gli esperti) in modo tale che il corpo umano sappia reagire e sconfiggere questo virus-innocuo del morbillo. La conseguenza, sempre secondo esperti, è che il nostro corpo in seguito alla lotta con il virus-innocuo si è creato degli anticorpi che sapranno difendere il corpo se si dovesse incontrare il virus-vero del morbillo. Purtroppo non è così per tutti. Alcune persone hanno un corpo più "debole" che non sopporta tali vaccini e soccombe con la comparsa di gravi effetti collaterali. Purtroppo le persone a cui questo capita (per lo più bambini) sono in minoranza rispetto a chi invece riesce a contrastare il vaccino. In molti studiosi, ricercatori e medici c'è perciò la mentalità per cui "c'è sempre qualcuno che si deve sacrificare per il bene dell'umanità". (!!!)

Quindi, all'interno del Gardasil c'è un "piccolo" HPV, anzi tanti "piccoli" HPV (tanti perché l'HPV ha tante specie) che verrebbero iniettati nel corpo di una bimba di 9 anni o di una ragazza di 15 o 26 anni per proteggerle quando incontreranno i veri-virus-HPV.

Ci sono diverse considerazioni/perplessità che vorrei fare in merito:
- il vaccino è stato sicuramente testato su animali e le conseguenze, sia positive che negative, sono state viste su questi...topi, credo. Le conseguenze positive, benvengano: al massimo sugli umani (parliamo di bambine di 9 anni) non fa effetto; ma le consegue negative?
- il vaccino è in circolo da pochi mesi e già ci sono state delle segnalazioni di gravi conseguenze, come morte e la sindrome di GBS (una rara malattia neurologica che causa debolezza muscolare);
- tra gi effetti collaterali "lievi", mal di testa, nausa, febbre, c'è anche il pericolo di svenire. Lo svenimento non lo metterei tra gli effetti collaterali lievi, e non perché si può cadere procurandosi lesioni da caduta, ma perché lo svinemento è un sintomo importante. E' il modo in cui il corpo dà un black out, che ci sta dicendo che lo stiamo sovvraccaricando. E' una improvvisa mancanza di sangue al cervello, di conseguenza è interessato anche il cuore.
- c'è il sospetto, che non è accertato dalla medicina ufficiale, che molti vaccini esprimano gli effetti collaterali lontano dal giono in cui è avvenuta la vaccinazione. Chi mai potrà assicurare su questo?

Ed ho anche un'altra perplessità, che riguarda il messaggio inconscio che viene dato alle bambine e alle ragazze le cui mamme o i cui papà le portano a vaccinarsi contro questo virus. L'HPV è una malattia che si contrae nei rapporti sessuali non sicuri; portare una bambina a vaccinarsi contro questa malattia sarebbe come dirgli "figlia mia, ora puoi fare sesso con chi vuoi, sei protetta".

Ai genitori rimane la difficile scelta se vaccinare o meno le figlie contro il Papillomavirus.
Ognuno farà la scelta migliore per la propria figlia, l'importante è parlare ed esprimere ogni dubbio a se stessi e, poi, parlarne con il proprio pediatra o medico di famiglia.
Avere dei dubbi e delle perplessità non significa essere "contro" a priori, ma è invece indice di cercare di fare la scelta migliore possibile. Decisioni del genere vanno prese in modo ponderato, senza farsi prendere dall'ansia derivante spesso dalla "pubblicità" (negativa o positiva) fatta intorno al vaccino. Farsi delle domande e cercare delle risposte, significa compiere delle scelte consapevoli. Scelta, che in questo caso, viene fatta per una persona altra (cioè il genitore la fa non per se stesso ma per la figlia), almeno fino al compimento della maggiore età.

(Post ispirato da FDA)

sabato 27 settembre 2008

Troppo rumore fa male ai bambini


Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità almeno il 2% degli europei soffrirebbe di gravi forme di insonnia e il 15% di rilevanti alterazioni psicologiche, fra cui stress e irritabilità, a causa dell'inquinamento acustico.

Ma i dati più preoccupanti relativi ai danni procurati dall'eccessivo rumore riguardano i bambini.

In Europa almeno 45mila bambini, residenti in zone particolarmente rumorose e trafficate (Roma è una di queste!!)maniferstano una maggior difficoltà di apprendimento ed evidenziano un ritardo di almeno tre mesi nel raggiungimento di determinati obiettivi di crescita rispetto ai bambini che vivono in zone più tranquille.

Addirittura l'esposizione dei bambini al rumore del traffico aereo può pregiudicare il loro sviluppo cognitivo.

Non esistono quasi più posti dove gli unici rumori che si sentono sono quelli della natura: macchine, aerei, strumenti musicali, allarmi, treni, navi, televisori, telefonini, radio.... Anche di notte, per chi vive in città, il rumore non si placa.

Questo procura un grande stress fisico ed emotivo anche se sembra che ci si è abituati al rumore, anche se appare come un sottofondo, anche se ci sembra di non sentirlo.

Tutto questo rumore ci sta facendo perdere il contatto con noi stessi e con la natura.

I bambini e gli anziani sono le persone che ne soffrono di più, cerchiamo di difenderli almeno rendendo l'ambiente delle case dove vivono più silenzioso possibile.


(Ispirata dal libro "I doni del silenzio di S. Molinari)

martedì 23 settembre 2008

I cellulari ai piccoli? Meglio di no!


Se dieci anni fa ci avessero detto che nelle classi elementari ogni bambino avrebbe avuto sotto il banco un telefono cellulare personale, avremmo certamente riso di una simile eventualità, considerandola pressocchè irrealizzabile.
Oggi sembra invece naturale disporre di un telefonino già dalla prima infanzia.
Nell’adolescenza, poi, è considerato assolutamente indispensabile per la vita sociale e per stare al passo con i tempi.

Gli esperti si interrogano da tempo sugli effetti che ha l’uso dei dispositivi cellulari sulla salute e in particolare sulla relazione tra telefoni mobili e cancro.
Finora non era stata accertata scientificamente nessuna delle presunte e allarmanti connessioni postulate da alcuni scienziati.
Tuttavia, recenti ricerche mettono in guardia dal rischio tumore al cervello per i giovanissimi che fanno uso del telefono portatile.
Secondo uno studio effettuato da ricercatori svedesi coordinati dal professor Lennart Hardell, dell’università di Orebro, le radiazioni dei cellulari sarebbero infatti pericolose e aumenterebbero il rischio di insorgenza di tumori al cervello.In futuro potrebbe esserci una vera e propria epidemia di forme di cancro provocate dall’esposizione alle radiazioni dei cellulari.
In particolare, le forme cancerogene legate all’impiego del telefonino in tenera età sono il glioma e il neuroma acustico.
Tra questi, il neuroma è di tipo benigno, ma porta spesso i soggetti che ne sono colpiti alla perdita completa dell’udito.
Malgrado l’esposizione alle radiazioni sia nociva in ogni fascia d’età, i bambini, secondo gli autori della ricerca, sarebbero i soggetti più esposti e vulnerabili, perchè il loro cervello è protetto da uno strato di cranio più sottile, che rende più permeabili nella materia grigia le radiazioni.
Gli effetti nocivi sono a lungo termine e solo dopo anni si verifica l’insorgenza di tumori.

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