Informazioni sul mondo di neonati e bambini

La quercia come simbolo della famiglia

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sabato 6 settembre 2008

Apparecchio per i denti e ciuccio


Sembra che in Italia (e non solo) portare l'apparecchio per i denti non sia più un problema per i ragazzini(da yahoo.com). Anzi, quasi lo è il contrario!

Non vorrei certo essere nei panni di quei genitori che devono affrontarne la spesa.

I motivi per cui un bambino debba mettere l'apparecchio sono davvero tanti, ma, con alcuni accorgimenti, si possono evitare quelle situazioni che portano quasi sicuramente al giorno in cui il figlio sarà contentissimo e le "tasche del genitore" un bel po' meno.

Ad esempio, sembra essere sempre più difficile per i genitori togliere il ciuccio all'età adeguata del bambino. Così, sempre più spesso si vedono bambini di tre-quattro anni (quindi con una dentizione quasi completa) con il ciuccio in bocca.

Il ciuccio è sicuramente un potente calmante, utile ai genitori soprattutto quando non riescono a gestire il loro bambino perché bisognoso di esigenze particolari.

Fino a non molto tempo fa, si pensava che si avesse il limite dei sei anni di età per togliere il ciuccio, cioè finché i denti da latte non avessero lasciato il posto ai denti definitivi. Se i dentini crescevano distanziati o storti si credeva non importante, perché poi avrebbero lasciato il posto a quelli permanenti. L'unica accortezza era quella di togliere il ciuccio intorno ai 5 anni di età.

Oggi però, è risaputo che l'uso del ciuccio e del biberon oltre i primi mesi di vita, sono una delle principali causa della crescita dei denti storti. Questo accade perché i dentini da latte in qualche modo "tracciano la strada" che poi percorranno i denti difinitivi. Addirittura alcuni dentisti affermano che il succhiarsi il pollice o la coperta possa portare a delle distorsione della normale crescita della faccia e dei denti.

In conclusione: prevenire è meglio che curare. Ed è, soprattutto, più economico. E' vero: pensare al futuro non è facile quando si vive il presente; risulta faticoso, noioso e poche persone riescono a sopportare lo stress di essere lungimiranti.

Anche se in questo momento la maggior parte dei bambini, a seconda delle età e delle mode, reputa "in" portare l'apparecchio, e, anche se i genitori dovessero avere le possibilità economiche per affrontare una spesa che si aggira tra i 2500 e i 4500, è importante scoraggiare comportamenti come il succhiare il ciuccio, la coperta, il pollice o bene dal biberon. Si possono evitare così situazioni ancor più faticose che non essere dolci ma fermi e decisi nel momento in cui si "decide di togliere il vizio", per i genitori; invece per i bambini si evitano "torture" inutili e una crescita sana dell'apparato fono-articolatorio.

lunedì 25 agosto 2008

Biberon al bisfenolo A

Poco tempo è passato dalla notizia che una sostanza contenuta nella plastica, e in particolare nella plastica dei biberon (il bisfenolo A), era tossica.
Una delle conseguenze di questi studi è stato il ritiro immediato dei biberon in commercio e il divieto di usarli. In Canada.

Ora da Altroconsumo arriva un articoletto che smentisce. Pare che il bisfenolo A reagisce in modo diverso nell'organismo del topo rispetto a quello dell'essere umano.

Il problema è che nell'articolo ci sono due frasi poco chiare:
  1. "sta analizzando" (quindi la ricerca è in corso d'opera, e come fanno a sapere già i risultati??),
  2. "non ci dovrebbero essere rischi" (tale frase infonde sicurezza).

Purtroppo per le persone che cercano di vivere nel modo più sano possibile, è difficile orientarsi tra articoli sulla tossicità di un elemento e la smentita degli stessi, avvenuta, tra l'altro in poco tempo.

Essere in buona salute è importante, come è importante una crescita sana dei bambini di cui siamo responsabili. Episodi come questi mi fanno pensare solo agli interessi che possono esserci dietro smentite del genere.

domenica 13 luglio 2008

Il biberon di marzapane


Nella favola di Hansel e Gretel, la casa di marzapane, ideata da una strega malvagia, è una trappola per i bambini che attirati dalla golosità cominciano a mangiarla, ignari del fatto che andranno così incontro alla morte.

Da adulti sappiamo che la favola di Hansel e Gretel deriva dalla fantasia dei fratelli Grimm, che ha dei significati simbolici che aiuano i bambini nel difficile processo di crescita e accettazione delle difficoltà, che, comunque sia, i due fratellini si salvano.

Oggi, al posto della casa di marzapane, abbiamo i biberon di marzapane, ma non solo, abbiamo anche le incubatrici di marzapane e gli aerosol di marzapane.

E purtroppo non si tratta di fantasia, ma di realtà.

Gli incriminati, dalle varie ricerche, sono i biberon, costruiti con un componente chiamato Bisfenolo A, un policarbonato, sostanza chimica utilizzata nella costruzione di plastica e resina.

Il bisfenolo ha un larghissimo impiego nella produzione di:

- oggetti per la nutrizione (bicchieri, stoviglie, contenitori per gli alimenti);
- materiali per l'ambito della medicina (lenti per gli occhiali, dialisi, cardiochirurgia);
- materiali per la prima infanzia (biberon, bicchieri di plastica per bambini, aerosol, incubatrici).

L'insidia del bisfenolo A è identica a quella della casa di marzapane: si rischia la vita!

Ricerche di anni e anni fa avevano portato alla luce che piccole particelle del composto chimico, si staccavano, finendo nel cibo o nella bevanda che si stava ingerendo.

Dopo un primo allarmismo, i ricercatori, tramite i media, dichiarano che la quantità di particelle rilasciate nel cibo o nelle bevande era talmente bassa che non procurava nessun danno.

Danni, badate bene, che andrebbero ad interessare il sistema ormonale e neurologico, procurando problemi di salute permanenti.

Proprio così, il bisfenolo A, oltre che essere accusato di procurare il tumore al seno e alla prostata, andrebbe a interferire con il sistema endocrino procurando effetti negativi sul tessuto cerebrale non solo del bambino, ma anche del feto.
Le ultime ricerche dimostrano la tossicità del prodotto anche a dosi molto basse.
Il problema della veridicità o meno di queste ricerche è ciclico, come sempre del resto ogni volta che si vanno a toccare degli ingranaggi che muovono enormi correnti di denaro.

Le ricerche sulla tossicità o meno del bisfenolo A esistono dal 1928 e sono continuate fino ai nostri giorni creando una volta allarmismo e l'altra tranquillità in tutto il Mondo.

In Italia, come nostra mentalità detta, l'allarmismo non scatta mai. L' Ufficio Stampa dell'Istituto Superiore di Sanità in un comunicato del febbraio del 2008 fa sapere che: "In base alle conoscenze attuali, non ci sono motivi scientifici che precludono l’uso di biberon in plastica. Le stime effettuate dall’EFSA hanno mostrato che l’esposizione della popolazione europea a bisfenolo A attraverso la dieta anche in neonati allattati esclusivamente con biberon in plastica è notevolmente inferiore al valore di assunzione giornaliera tollerabile."

Il 21 aprile del 2008 in Canada si mette al bando la vendita e l'importazione di biberon in policarbonato in base ad uno studio statunitense (del National Toxicology Program, se non sbaglio del 2007) sulla presunta pericolosità per gli animali del bisfenolo A (Bpa) contenuto in questo polimero. Non è escluso che il provvedimento possa estendersi successivamente ad altri contenitori per alimenti liquidi realizzati con lo stesso materiale.

L'allarme era già stato dato nel 2005, in seguito ad uno studio della Yale University condotto da Neil J. MacLusky.

Ad essere contaminati sono il cibo e l'acqua, i bisogni primari per la vita dell'uomo. e la contaminazione pare vada a ledere le radici dell'umanità: i feti, i neonati e i bambini, ma mentre Hansel e Gretel alla fine riescono a salvarsi, sarà più difficile per i nostri bambini.

Le notizie le ho prese dai seguenti articoli:

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