Informazioni sul mondo di neonati e bambini

La quercia come simbolo della famiglia

Visualizzazione post con etichetta neonato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta neonato. Mostra tutti i post

venerdì 20 marzo 2020

Terzo mese di vita: cosa succede e come aiutare lo sviluppo psico-motorio

Nuovo video pubblicato su canale YouTube. Spero vi piaccia questa serie di video che sto realizzando sul primo anno di vita del neonato.

Una età speciale che permette di educare in maniera semplice e piacevole il bambino!!

Buona visione!!



domenica 21 luglio 2019

Secondo mese di vita: cosa succede e come aiutare lo sviluppo psicomotorio

Nel secondo mese di vita succedono dei cambiamenti importanti riguardo al movimento e anche rispetto alle competenze. Ad esempio, molti dei riflessi primitivi lasciano il posto a movimenti più controllati dal bambino, il pianto diventa più consistente cambiando di tono e qualità, fino ad assomigliare, in alcuni casi, a delle vocalizzazioni vere e proprie e con intento comunicativo!!!


La consapevolezza di ciò che cambia man mano che il neonato cresce, porta il genitore ad essere un genitore che "sapiente", cioè che sa di cosa ha bisogno il suo bambino e come fare per stimolare la sua crescita verso il ritrovamento di un nuovo equilibrio.


Vi invito quindi a visionare il video appena pubblicato sul canale





domenica 6 gennaio 2019

Un neonato di 2 mesi può piangere per noia. Oltre al cibo e al sonno ha bisogno anche di giocare


In questo articolo abbiamo parlato dei vari tipi di pianto del neonato e come sia importante imparare man mano a distinguerli, soprattutto per non confonderli sempre con il pianto per fame.

Uno dei motivi per cui il neonato piange è per noia. Povero!! Del resto cosa può fare tutto il tempo? Sonnellino dopo mangiato e poi, tutto un gran concerto di riflessi e piccoli movimenti a scatto. E sopraggiunge la noia! In men che non si dica, la mamma si ritrova a dover sempre tenere in braccio il neonato cercando di fare l'impossibile tra lui e le altre faccende di casa,...e, se stessa!

I giochi da poter fare con un neonato sono diversi e svariati. Dal 4° o dal 5° mese in poi diventa più facile giocare con i piccoli esserini. I momenti più difficili sono invece i primi 3 mesi.
Elencherò comunque un gioco per mese (fino al decimo mese) come esempio e come spunto per crearne di nuovi 😄. 

Ogni attività proposta andrà a sollecitare uno dei sensi del bimbo.

  • Primo mese: muovete una torcia luminosa davanti ai suoi occhi da destra a sinistra molto lentamente. A volte fermatevi. E' importante che la luce sia opaca, magari filtrata da un panno bianco o colorato.
  • Secondo mese: giocate con le sue dita delle mani e dei piedi prendendole tra le vostre una per volta e massaggiandole. Si può fare anche con una crema o con un olio, ma anche senza niente. Se usate un prodotto assicuratevi che sia di origine naturale e senza profumazioni. Mentre lo fate potete cantare una canzoncina o una filastrocca, aggiungendo una stimolazione sonora a quella tattile.
  • Terzo mese: Chiamate il bambino prima di entrare nella stanza con il suo nome e con un tono di voce scherzoso. Poi vi fate vedere, sparite e ripetete dall'inizio.
  • Quarto mese: legate un sonaglietto ad uno dei polsi del bambino e muovetegli la mano in modo che suoni, poi lasciate fare a lui o al caso. Prima o poi comincerà a cercare di capire cosa succede...
  • Quinto mese: sdraiate il bambino per terra su una coperta o un tappetino e sdraiatevi anche voi con lui. Da questa posizione tutto ha un punto di vista differente. Giocate a rotolarvi con lui da un lato a all'altro del corpo.
  • Sesto mese: mettere le mani del bambino sulle vostre labbra e pronunciate dei suoni. Lui sentirà con le mani le diverse vibrazioni prodotte dai suoni, oltre che ascoltare i suoni stessi.
  • Settimo mese: prendete delle cose che fanno rumore nel momento in cui le battete con un mestolo. Diverse cose faranno rumori diversi ed il bambino ne sai attratto. Esistono tanti giochi sonori di questo tipo, ma il fascino di giocare con oggetti "improbabili" e di uso quotidiano lo divertirà di più.
  • Ottavo mese: se è in grado di arrivare alla posizione seduta da solo, giocate con un salvagente da mare a forma di ciambella. gonfiatelo davanti a lui e poi mettetelo seduto dentro. Gli piacerà sentirsi circondato e magari cercherà di uscire dalla situazione....
  • Nono mese: mettetevi per terra con diverse ciotole contenti diversi oggetti piccoli come le palline, tappi di plastico o di sughero, anche cibi come la pastina, fagioli secchi, poi fategli immergere i piedi e/o le mani e descrivetegli voi le sensazioni che provate
  • Decimo mese: gonfiate davanti a lui un palloncino e poi sgonfiatelo facendogli sentire l'aria che esce prima sul viso, poi su una gamba, poi sulla pancia e via dicendo. Potete anche fargli sentire i suoni che fa sgonfiandosi.
A voi adesso la fantasia e la creatività per stimolare il vostro bambino con giochi proposti da inventati piuttosto che comprati!!! 😉 E buon divertimento!!! 😄


giovedì 18 ottobre 2018

Primo mese di vita: cosa succede e come aiutare lo sviluppo psicomotorio

Quando arriva un piccolino nella vita di una coppia, spesso è un momento magico: la novità, le visite delle persone care, è tutta una gioia. A volte può succedere che questo momento venga un po' offuscato quando la mamma rimane sola con il neonato poiché dopo averlo cambiato, nutrito e lavato arriva l'inevitabile domanda: e adesso? Che ci faccio?


Prima di rispondere alla domanda bisogna comprendere il neonato, il suo comportamento, cosa gradisce e cosa non gradisce. Anche nel primo mese di vita lui ha delle preferenze e possiamo accorgerci di questo osservandolo quando sta per conto suo e osservare la sua reazione ai diversi stimoli che si presentano o che gli presentate voi.

I bisogni del primo mese di vita sono sia i bisogni primari, cioè quelli inerenti la sopravvivenza, quindi mangiare, dormire ed essere coccolati. Ci sono poi delle cose che se proposte aiutano e facilitano lo sviluppo psicomotorio del neonato.

I neonati nel primo mese di vita stanno vivendo un passaggio importantissimo, quello che dalla pancia e dal nuotare nel liquido amniotico li fa arrivare in un posto con rumori, suoni, odori e la gravità. Ebbene si, c'è la scoperta della gravità che nella pancia il feto non sente. Ed il bambino dovrà imparare a relazionarsi ad essa, con movimenti, tono, posture... e chi si prende cura di lui può aiutarlo a trovare vie semplici per raggiungere un buon equilibrio psicomotorio, armonizzando le aree dello sviluppo.


Vi invito quindi a visionare il video in modo da scoprire alcune cose che possono aiutarlo nel suo primo mese di vita.



lunedì 1 ottobre 2018

I 7 motivi per cui un neonato piange

Il neonato piange per diversi motivi. 

Due dei motivi principali per cui il neonato piange sono facilmente riconoscibili, poiché sono il pianto per fame ed il pianto per sonno. 

Ma il neonato può piangere per tanti motivi diversi che a volte non vengono neanche in mente. E cosa succede? Che se non teniamo presente questi motivi, la tendenza sarà sempre quella di dare il latte al bambino ogni volta che piange, pensando erroneamente che ha fame!!


Vi suggerisco quindi di visionare il brevissimo video che ho fatto per scoprire quali sono gli altri motivi per cui il neonato può piangere.
Se volete potete commentare il video direttamente su YouTube e dire la vostra opinione oppure tornare sul blog e farlo qui.


Ecco il video

martedì 1 maggio 2018

Vado a trovare un neonato: le 10 regole da rispettare

Quando si va a trovare un neonato, o ci si prepara al suo arrivo, è importa rispettare alcune regole di base che trovate anche nell'immagine e di cui spiegheremo i motivi di seguito.



  1. Lavarsi le mani prima di toccare un neonato. Le mani sono un ricettacolo di batteri perché tocchiamo tutto, magari i soldi, un animale o piuttosto ci si è coperti il naso per uno starnuto. 
  2. Non prendere in braccio il neonato se si indossano giacche o cappotti. Questi indumenti non vengono lavati spesso e non solo ci coprono dal freddo, ma anche dal contatto con altre persone, cose e animali; soprattutto se utilizziamo i mezzi pubblici. Non perché persone, cose e animali con cui veniamo a contatto sono contagiose a prescindere, ma perché tutti possiamo essere portatori di qualcosa che potrebbe far male al neonato.
  3. Mai baciare viso e mani del neonato se non si è la mamma od il papà. In generale non dovrebbero farlo neanche loro, soprattutto se raffreddati o se vengono da fori casa. Ma è ovvio che è una cosa quasi impossibile da chiedere ai genitori. Anche se siete i genitori, fatelo con prudenza. La bocca è portatrice di molte infezioni e se, ad esempio, abbiamo un herpes non ancora evidente ne siamo comunque portatori e ciò è nocivo per il pupo. Lo stesso per mal di gola, raffreddori vari ecc. ecc.
  4. Non mettere il profumo. può dare fastidio sia alla neomamma che al neonato. Inoltre tutti i profumi contengono delle tossine che se inalate si vanno ad aggiungere e sommare ad un'aria già di per sé inquinata.
  5. Non fumare vicino al neonato. In realtà non basta. Alcune ricerche hanno trovato un'alta correlazione tra familiari fumatori e la "morte in culla". Non significa che il fumo possa esserne la causa diretta, ma la correlazione c'è e questo ci dice che dobbiamo tare attenti. Sarebbe meglio che il fumatore aspettasse circa 30 minuti prima di riavvicinarsi al neonato ed essersi lavato le mani e viso (soprattutto se ha barba e/o baffi).
  6. Non stressate la neomamma con discorsi su allattamento, sonno eccetera a meno che non sia lei a proporre questi argomenti. Sarà lei a scoprire come fare la mamma e ha trovare un equilibrio con il suo speciale bambino.
  7. Non dare mai consigli alle neomamma se non richiesti. In pratica come sopra!
  8. Mai prendere in braccio il neonato senza chiedere il permesso. E' vero che è una cosa spontanea e bella, ma bisogna tener presente vari fattori: non sappiamo se al neonato piace andare in braccio a persone che non siano i suoi genitori, la mamma potrebbe non gradire, soprattutto se sono i primi giorni di vita del bimbo, magari sta dormendo e lo si potrebbe svegliare....
  9. Non disturbare un neonato che dorme. Il detto "il sonno del neonato è d'oro" ha delle radici neurobiologiche. Infatti il cervello è l'unico organo che continua a crescere dopo la nascita. Soprattutto nel primo anno di vita, durante il sonno, i neuroni continuano ad essere mielinizzati, cioè ricoperti di una sostanza che permette la trasmissione di informazioni tra neuroni. Cosa che non avviene da svegli.
  10. Scaglionare le visite. Mamma e bambino necessitano di tranquillità. E' importante chiamare e sapere se la nostra visita quel giorno è gradita o se si accavalla ad altre visite. Inoltre sarebbe opportuno non andare presso il domicilio, durante il primo mese e mezzo di vita del bambino poiché il più delicato. Mese in cui madre e bambino imparano a conoscersi e in cui i genitori devono trovare un nuovo equilibrio di coppia. 

martedì 27 febbraio 2018

Schema dello sviluppo emotivo-relazionale da 0 a 48 Mesi


Premessa
Lo sviluppo emotivo-relazionale non avviene nel bambino da solo, come non è il genitore da solo che permette l'innesco di tale sviluppo. Lo sviluppo emotivo-relazionale per definizione nasce e cresce all'interno della relazione.
Quindi, le "tappe" evolutive descritte sono sempre da intendere come inserite in una relazione tra il bambino e chi si occupa di lui.
Questo significa che quello che accade in una relazione genitore-bambino dipende sia da come il genitore si relaziona al bambino sia da come il bambino si relaziona al genitore.

Nel caso in cui non sia presente un comportamento descritto, esso potrebbe apparire successivamente, oppure, la coppia caregiver-bambino necessita di una facilitazione che permetta una sintonizzazione affettiva capace di modificare il tipo di relazione.

Inoltre, le tappe qui descritte partono dalla nascita in poi, ma in realtà la relazione madre-bambino inizia molto presto: si può dire che inizia dall'innesto della morula nella parete uterina.

3 Mesi

Immagine presa da http://aayiba.blogspot.it
Dalla nascita fino intorno ai tre mesi il bambino cerca di regolarizzare ed organizzare tutte le sensazioni che gli arrivano dall'interno e dall'esterno del suo corpo (ambiente e persone). Mostra interesse verso le cose che lo circondano, ad esempio riuscendo a girarsi verso una fonte sonora, o agendo su oggetti e avvenimenti esterni anche se ancora in modo "opaco".

5 Mesi

Il bambino comincia a sorridere al genitore, a guardare in modo più direttivo, produce dei suoni che comunicano chiaramente il piacere verso qualcosa, come l'essere buttato per aria o l'essere cullato e accarezzato. Si mostra felice di vedere le persone a lui familiari.

9 Mesi

Si sviluppa l'intenzione, il "voglio". Ad esempio il bambino comincia ad indicare ciò 
che desidera: magari allunga la mano verso l'oggetto oppure mostra qualcosa. 

E' l'età in cui allunga le braccine producendo dei suoni per essere preso in braccio. Inizia 
anche un accenno alla reciprocità comunicativa, nel senso che produce dei suoni quando ci si rivolge a lui. 

Da un sorriso nasce un altro sorriso, da un "gorgheggio" nasce un altro "gorgheggio" e che tutto questo fa parte di un dialogo.

14-18 Mesi

In questa fase il bambino comincia ad arricchire la modalità di interazione: porta il genitore verso ciò che vuole, guida la mano dell'adulto per farsi aprire una scatola, fino ad arrivare ad imitare gli adulti che gli stanno intorno, ad esempio cercando di imitare gli stessi suoni o gli stessi gesti che vede proposti.

https://www.harikabebek.com/24-ay/
24-30 Mesi

Ed ecco il passaggio da ciò che è più concreto alla scoperta delle idee e dei simboli. 

Il bambino fa esperienza che l'immagine di un oggetto può rappresentare l'oggetto stesso e un oggetto può "fare le veci" di un altro oggetto. 

Ed ecco comparire il gioco del "far finta", ad esempio prendendo una banana e facendo finta di telefonare. Il bambino inizia anche a dire le prime parole, fino ad utilizzare delle frasi semplici per esprimere i suoi desideri e bisogni. 

Riesce a condividere sentimenti come gioia, interesse, tristezza.

36-48 Mesi

E' l'epoca dei "cosa?" e dei "perché?" che vengono soddisfatti anche dalla nascita di una 
competenza emotiva più complessa. 

Il bambino comincia a creare delle connessioni tra ciò che accade e le emozioni. 

Le interazioni si fanno più complesse e sono fondate anche sul dare e sul ricevere. 

Arrivano ai 4 anni che sono in grado di spiegare il perché vogliono qualcosa e di scambiare una conversazione logica di almeno quattro battute.

Lo sviluppo emotivo-relazionale non si conclude certamente qui, continua per tutta la vita in un fluttuare di continue ondate di cambiamento.

martedì 9 gennaio 2018

I sogni dei neonati

Neonata che dorme
Ebbene si, anche i neonati sognano. Ci sono degli studi che dimostrano una intensa attività onirica intorno al 5° mese di gravidanza.

Cosa sappiamo del sonno del neonato?
Sappiamo che sogna tantissimo, molto più di un adulto. Non ha bisogno di tempo per arrivare alla fase del sogno (REM), le immagini arrivano appena chiude gli occhi, e sogna per quasi la totalità del tempo in cui dorme.

Ma la domanda è: cosa sognano?
Purtroppo non ci è dato saperlo, possiamo solo fare ipotesi prendendo in considerazione alcuni elementi. C'è la concreta possibilità che essi sognino cose vissute nella vita reale miste di fantasia, così come accade agli adulti.

Inoltre, se si guardano i neonati dormire, ci si accorgerà che fanno un gran numero di smorfie e smorfiette che esprimono emozioni: sappiamo quindi se stanno sognando qualcosa che li rende
Acchiappasogni
felici, come la suzione, o tristi o disgustati o arrabbiati.
Da questo sappiamo ad esempio che i neonati, ma anche i bambini, hanno incubi più frequenti rispetto gli adulti.
Ecco perché a volte si svegliano scoppiando in un pianto disperato! Nel caso la prescrizione è: coccole a volontà, contenitive e senza ansia, in modo che il bimbo impari strategie consolatorie.

Perché si sogna?
I sogni servono agli adulti per elaborare gli accadimenti della vita quotidiana, per mettere in ordine, per fare pulizia, per trovare strategie, per ri-conoscere.

Sognare è una cosa fondamentale per la vita di tutti, per i neonati si suppone serva anche per creare una sorta di memoria fonetico-linguistica e visiva (Freud), di conseguenza importante per l'apprendimento di alcune abilità.

Far vivere al neonato una giornata tranquilla, in un ambiente che ispiri protezione ed amore lo predispone bene al sonno.
Non si sta ovviamente dicendo di evitare le normali criticità della vita quotidiana, ma si può arrecare un danno se facciamo vivere situazioni di forte rabbia ad un neonato che, per la sua giovane vita, non ha sviluppato delle sane ed efficaci difese.
Non si sta neanche dicendo che il neonato non avrà incubi nonostante la sua serenissima giornata. Per lui le percezioni sono diverse dalle nostre e l'assenza della mamma anche per pochi minuti (perché andata in bagno) può sembrargli un tempo infinito e far incubi sulla "separazione": incubi "sani" in realtà, e che lo aiutano a crescere.

In conclusione, auguro un po' più di sogni per tutti!

I più letti di sempre

Seguimi su Facebook