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lunedì 8 settembre 2008

La morte in culla


Gli studi su quella che qualche anno fa veniva chiamata "morte bianca", continuano, fino ad arrivare alla scoperta in cui si evidenzia che la morte in culla sia dovuta ad una produzione anomala di recettori della serotonia.

Si potrebbe dire, quindi, una malattia organica. Bisogna tener sempre presente però che lo studio è stato fatto su topi da laboratorio e che i livelli maggiori di questi recettori sono stati prodotti. Quindi non erano presenti nei topolini...

Scoprire la causa di un problema tremendo come questo è importante, soprattutto per il tipo di accorgimenti da avere verso il neonato. E proprio per questo consiglio di seguire le "vecchie" raccomandazioni anche se si dovesse trattare di una anomalia cerebrale (tra l'altro ancora tutta da verificare).

Alcuni fattori di prevenzione riguardano, ad esempio:

- la posizione in cui dorme il bambino, da preferire quella supina a quella prona. Si è visto infatti che sono molto più numerose le morti dei bambini che dormono poggiando in pancino sul materasso del lettino. Si è anche ipotizzato che in questa posizione il neonato, che non sa ancora girarsi bene, andando sotto il lenzuolino respiri la propria anidrite carbonica e soffochi.

- I bambini maschi sono più colpiti delle femminucce, quindi sono da controllare più spesso mentre dormono e monitorare il loro respiro anche da svegli.

- Un ambiente sano, senza fumo di sigaretta o tabacco, una stanza arieggiata, la temperatura dell'ambiente adeguata alle esigenze stagionali, sono raccomandabili se non indispensabili. Se abitate in grandi città il fattore smog non aiuta. Perciò non esitate, se ne avete la possibilità, a trasferirvi in cittadine più piccole ma con meno smog.

- Anche il comportamento della mamma in gravidanza è fondamentale. Si sono riscontrati infatti alte correlazioni tra le morti in culla e mamme che avevano trascurato una sana alimentazione durante la gravidanza, uso di eroina, alcool, tabacco, eccessivo uso di caffè.

- Purtroppo sembra esserci una correlazione alta anche con il livello economico, che più è basso e più si è a rischio. Ma questo può dipendere anche dal fatto che chi ha un livello economico basso, spesso non ha la possibilità di essere informato adeguatamente e, non sapendo quali sono i comportamenti a rischio non può nemmeno provare a evitarli.

- Altri fattori di rischio sono: il far dormire il neonato in posizione prona, il farlo dormire con i genitori, coperte, cuscino e materasso troppo morbidi, farlo dormire troppo coperto, il non usare il succhiotto nel primo anno di vita per farlo dormire.

- Sono stati incriminati anche i vaccini e il non allattamento materno, ma il mondo scientifico è fortemente in lotta su questi argomenti.

Questi gli accorgimenti principali. Vi lascio comunque due link dove potete trovare altre informazioni utili su questo argomento:


3 commenti:

3my78 ha detto...

Buono l'articolo.Ma come mai te ne interessi?

Paola ha detto...

Mi occupo come psicologa di infanzia, di famiglia, di handicap mentale...la morte in culla procura non poche difficoltà (leggittime) ai genitori che la subiscono: se gli accorgimenti vengono rispettati, anche se poi si scoprirà con certezza che è un problema neurologico, allora le conseguenze psicologiche potranno essere affrontate in modo migliore.

Maria Rita ha detto...

Volevo lasciare un saluto da queste parti. Anch'io lavoro nel settore della psicologia. E anche se dopo la laurea in Psicologia dell'Infanzia e dell'Adolescenza mi sono dedicata prevalentemente agli adulti, è molto piacevole leggere scritti come il tuo, vuoi perchè li ritengo contenutisticamente interessanti vuoi perchè mi hanno consentito di "ritornare al passato".
Un bacio.

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